Jermann

 

Era il 18° secolo quando Stefanus migrò dal Burgenland Austriaco al villaggio di Bilijana (oggi Slovenia). Successivamente nel 1881 Anton Jermann, bisnonno di Silvio, a sua volta si sposta da Bilijana per arrivare a Villanova.

Qualità anno dopo anno, innovazione, legame, memoria e rispetto per la propria famiglia e il capostipite Anton che, nel lontano 1881 partì da un paesino fra Austria e Slovenia e mise radici in Friuli. Grazie alla concentrazione sui risultati, nessun compromesso in vista di un obiettivo o di un sogno da realizzare, la figura di Silvio Jermann, fin già dagli anni degli esordi, è destinata a lasciare un segno profondo nell’intero mondo del vino.


Oggi l’azienda si estende su 150 ettari di cui 130 a vigneto e 20 a seminativi.

Tra i filari, sotto il coordinamento del giovane e bravo agronomo Stefano Amadeo, parte dei vigneti sono gestiti seguendo le norme dall’agricoltura biologica, e in genere le piante sono allevate nel pieno rispetto di ambiente ed ecosistema, per cui sono evitati i prodotti di sintesi, e grande attenzione è riservata all’equilibrio del territorio. In cantina, le più moderne strumentazioni enologiche sono impiegate nel segno delle più antiche tradizioni, per dar vita a un’armonia unica, che ritroviamo tutta racchiusa nel calice. Sauvignon blanc, gewürztraminer, chardonnay, picolit, malvasia istriana e ribolla gialla, friulano, riesling, pinot bianco, pinot grigio e infine pinot nero: sono questi i vitigni che danno origine ai vini etichettati “Jermann”, alcuni dei quali ormai da anni entrati nel mito, a partire dal “Vintage Tunina”, per proseguire con il “W… Dreams… … …”, con il “Capo Martino” e con la Ribolla “Vinnae”, fino ad arrivare al Riesling “Afix”, al “Così Sia” e al “Red Angel”.